Dopo l'ennesimo scontro verbale con il mio capo, mi sono ammalato a causa del clima troppo teso. Sto pensando di dimettermi ma ciò significherebbe perdere la Naspi?

Devo darle una prima fondamentale precisazione relativa al fatto che, nel suo caso, dimettersi significherebbe perderebbe la Naspi.

Difatti, non è proprio così atteso che, ad esempio, in caso di dimissioni per giusta causa il lavoratore conserva comunque il diritto alla Naspi. Ed è lo stesso INPS nella Circolare n. 94 del 12.05.2015 a precisare ciò, specificando quali ipotesi integrino una giusta di dimissioni, stabilendo che:

<<la NASpI è riconosciuta in caso di dimissioni che avvengano:

  • 1.per giusta causa secondo quanto indicato, a titolo esemplificativo, dalla circolare n. 163 del 20 ottobre 2003 qualora motivate:
  • -dal mancato pagamento della retribuzione;
  • -dall'aver subito molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • -dalle modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative;
  • -dal c.d. mobbing;
  • -dalle notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda (art.2112 co.4 codice civile);
  • -dallo spostamento del lavoratore da una sede ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” previste dall’art. 2103 codice civile;
  • -dal comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.>>.

Nel suo caso, direi che le dimissioni per giusta causa potrebbero essere giustificate dal <<comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente>> integrato dai numerosi episodi di scontro verbale avvenuti con il suo capo.

Il mio consiglio è quindi di vederci per esaminare insieme questi episodi, dei quali sarebbe utile avere un suo breve scritto riassuntivo, al fine di capire se ci sono davvero i presupposti per le dimissioni per giusta causa che le darebbero diritto a percepire la Naspi.

Oltretutto, qualora si ravvisassero gli estremi per un addebito di responsabilità al suo datore di lavoro, prima di rassegnare le dimissioni per giusta causa, sarebbe opportuno inviare prima una lettera di diffida al suo datore di lavoro affinché interrompa immediatamente i comportamenti che ledono il suo diritto alla salute nonché il suo diritto a lavorare in un ambiente sereno.

Questa lettera, da un lato, potrebbe consentirle di riacquisire quella serenità necessaria a proseguire il suo rapporto di lavoro in attesa di reperire una nuova occupazione, e da altro lato potrebbe aprire una trattativa per concordare tra legali la cessazione del rapporto a fronte del suo licenziamento e del riconoscimento in suo favore di una “buonuscita” economica.

 

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